Raïs: l’Erbolario dell’Appennino Reggiano


Un viaggio tra memoria, dialetto e saperi delle piante selvatiche

Sabato 27 settembre alle ore 15:00, in Piazza Mazzini – Il Salotto di Ferrante a Guastalla (Re), nell’ambito di Piante e Animali Perduti, verrà presentato l’“Erbolario dell’Appennino Reggiano, Vol. 1”, insieme agli esperti Ermanno Beretti e Massimo Gigante.


Una guida interattiva che conduce alla scoperta delle piante spontanee locali, dei loro nomi dialettali e dei molteplici usi tradizionali — culinari, medicamentosi e tessili. Un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva, in cui il dialetto si fa lingua viva, capace di custodire l’essenza delle radici di un territorio.
A seguire, un laboratorio di esplorazione etnobotanica e sensoriale aperto a tutti, a offerta libera: un’occasione per conoscere da vicino alcune delle piante più note nella cultura popolare dell’Appennino, scoprendone curiosità, utilizzi e antichi nomi in dialetto.
Gli esperti
Ermanio “Ermanno” Isarco Beretti – artista e insegnante con la passione per la botanica. È ideatore della Pinacoteca botanica diffusa di Castelnovo ne’ Monti, un progetto collettivo che trasforma le erbe spontanee sui muri in opere d’arte incorniciate. Ha inoltre contribuito alla creazione del Giardino dei frutti ritrovati a Carpineti.
 ermanioberetti.it
Massimo Gigante – agronomo, naturalista, vicepresidente della Società Reggiana di Scienze Naturali “C. Iacchetti” e membro del Comitato Scientifico Sezionale del CAI di Reggio Emilia. È responsabile scientifico di Pro Natura Reggio Emilia e oggi libero professionista.

Raïs: radici e dialetto
L’Erbolario nasce all’interno di Raïs – Radici e dialetto, un progetto promosso da Neon APS, La Marmacola APS e Villacultura APS. Un’iniziativa che ha scelto di ridare valore al dialetto — per lungo tempo considerato anacronistico — restituendogli dignità e attualità.
Avviato nell’autunno 2024 con laboratori e percorsi guidati per le scuole di Castelnovo ne’ Monti, Raïs ha messo in dialogo studenti, “nativi dialettali” ed esperti di cultura e botanica. Da questo intreccio di voci è nato il primo erbolario multimediale dell’Appennino Reggiano: 15 piante raccontate attraverso nomi dialettali, descrizioni bilingui e QR code che permettono di ascoltare testimonianze e storie in lingua madre, precisamente nei dialetti della Val Tassaro e della val Tassobbio.
Il progetto è stato sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna (Legge sulla salvaguardia dei dialetti) e dal Comune di Castelnovo ne’ Monti.

Un patrimonio vivo
Il dialetto non è un reperto da museo, ma una chiave per interpretare il presente e rinsaldare il legame con la comunità. Come direbbe il poeta Savino Rabotti, citando Galileo: “Eppur si muove!”. Oggi il dialetto, lingua degli affetti e della terra, torna a farsi sentire. Non solo memoria del passato, ma patrimonio vivo che genera appartenenza e consapevolezza. Perché, senza radici, non si cresce.

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